fbpx

Gli amanti del caffè hanno più di una scusa per concedersi la dose quotidiana di caffeina: oltre a fornire una dose significativa di antiossidanti, il caffè può aiutare a scongiurare una serie di disturbi, tra cui il diabete di tipo 2, il parkinson e i tumori del colon e del seno. Certo è bene non esagerare. Tre caffè al giorno, a colazione, dopo pranzo e dopo cena? Vanno bene, non preoccupatevi. L’ha detto l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma.

Come la mettiamo con il caffè dopo cena? Per molti, non è un problema, «tanto ci si addormenta uguale».

Però, secondo lo studio dell’Efsa, «dosi singole di 100 mg possono aumentare il tempo di latenza del sonno e ridurne la durata in taluni adulti». Ma quanti milligrammi di caffeina ci sono in una tazzina di caffè? Presto detto. Il contenuto medio è di circa 85 mg per 150 ml, cioè una tazza nel caffè tostato macinato, di 60 mg nel caffè istantaneo.

La pausa caffè vi rende più produttivi

E se siete in ufficio la tanto amata pausa caffè è un vero e proprio toccasana. La London School of Hygiene and Tropical Medicine ha rivelato che la caffeina migliora la memoria e la concentrazione e riduce il numero di errori al lavoro.

Oltre a essere buono, che il caffè faccia bene ormai lo sappiamo. Dopo decenni di ricerche, il caffè è stato eletto ad alimento importante all’interno di una sana ed equilibrata alimentazione, che se bevuto nelle dosi consigliate non produce alcun effetto negativo sull’individuo sano, anche per il suo importante potere antiossidante.

«Consumare caffè – spiega Daniele Del Rio, Professore Associato di Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Parma – sembra che possa proteggere dal rischio di incorrere in malattie croniche del tratto gastrointestinale e del fegato».

Utilizziamo cookies anche di terze parti per poterti offrire una migliore esperienza di navigazione sul nostro sito web.